domenica 25 gennaio 2009

Maggi: "il mondo ha la febbre"

"Il Quotidiano della Calabria" domenica 25 gennaio 2009


Nell'iconografia cristiana, l'uovo è il simbolo della Resurrezione, il suo guscio rappresenta la tomba dalla quale esce un essere vivente, mentre nel paganesimo, è simbolo di fertilità:dell'eterno ritorno della vita. Ruggero Maggi, artista completo perché poliedrico, attraverso le uova ed i nidi è riuscito a stupire. “Ecce ovo” è il tema portante 

della mostra-installazione che ieri sera è stata inaugurata a Cosenza presso il la galleria Vertigo Arte, alla presenza dell’artista che con grande generosità ha risposto alle nostre domande. «Il mondo ha la febbre– ci ha detto-e per risolvere il

 riscaldamento globale è necessario un cambiamento globale di mentalità. Lo scopo dell’arte contemporanea, deve essere volto ad evidenziare e sensibilizzare su tematiche che condizionano la nostra vita, andando oltre con continuità ed attraverso un filtro poetico». È questa l’anima che aleggia volteggiando lievemente nell’installazione di Maggi. 13 nidi di uccelli, reali, frutto di una piccola collezione privata che lo stesso artista ha conservato sapientemente per tanti anni, senza intaccarne l’originalità, ai quali ha aggiunto 

solo di gusci di uova aperte e, il contenuto. Ma non piccoli esserini pigolanti, bensì foto digitali di uova fritte. «L’idea di appendere i nidi al soffitto con leggeri fili di nylon nasce da quella di antro, di grotta con le stalattiti e le stalagmiti e dunque dal basso, immersi tra i gusci emergono tronchi segati – continua- I nidi sono realizzati da uccelli con quello che hanno trovato, non solo rametti e filamenti, ma plastica e persino capelli» Segno di una natura che si adatta alle nefandezze che gli uomini hanno generato ed anche la visione dei tronchi, dei gusci dei nidi sospesi lascia riflettere. Nidi caduti da alberi segati, presi e conservati da una mano attenta affinché facessero 

nascere la vita che di fatto è già morta. «Non si pensi ad un questione politica – ha concluso Maggi- è un sentimento che nasce dalla vita stessa, dall’essere artisti e dal dovere di interrogarsi e fare interrogare. Non tocca noi prendere decisioni, possiamo solo sforzarci di evidenziare ciò che ci accade intorno». Alla mostra presentata da Franco Gordano, il critico d’arte Mimma Pasqua ha commentato:«l’arte di Maggi gioca su tre aspetti, quello ludico e giocoso che con leggerezza, riesce persino a commuovere, quello della comunicazione perché non è autoreferenziale ma proiettata verso il sociale e quello della problematica globale che con l’arte 

poetica riesce a lasciare il ricordo dell’installazione che di per sé è un evento effimero. L’invito è rivolto alle scolaresche, affinché possano comprendere, e memorizzare attraverso l’arte, il mondo intorno a noi»Dalle uova già cotte non nasceranno più pulcini?«Questo è il vero problema!»Parola di Ruggero Maggi

Giulia Fresca

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